“Crisi” uno dei vocaboli maggiormente abusati in questi ultimi anni, mesi, giorni. Sono anni che sentiamo parlare di “crisi dei Balcani” o di “crisi del Medio Oriente”, oppure sentiamo dire che la finanzia mondiale è in crisi o che c’è una “crisi energetica”. Ultimamente i giornali titolano sulla crisi economica e del lavoro, ma si sente anche spesso dire che “c’è crisi di valori”, oppure che “quella famiglia” o “quella coppia” sono in crisi… Insomma pare che la nostra intera società sia governata dalla crisi, una crisi generale che va dagli aspetti più legati all’organizzazione della società stessa a quelli che riguardano più da vicino i singoli individui.
Se prendiamo la parola “crisi” e ne andiamo a vedere l’origine scopriamo che deriva dal latino “Krinò” che significa separo. Possiamo quindi dire che la crisi è separazione, nel senso del momento di separazione da uno stato ad un altro. Personalmente non ho mai assistito a separazioni (di qualunque genere o natura) al cui interno non vi fosse conflitto. Riprendendo l’inizio del nostro discorso proviamo quindi a sostituire il termine conflitto alle varie accezioni di “crisi” che abbiamo descritto. Per quanto riguarda la crisi dei Balcani o del Medio Oriente è piuttosto evidente che il conflitto risiede nelle contrapposizione di popoli per la difesa/conquista di un territorio, di risorse, di potere ecc. Continuiamo questa specie di gioco di parole e applichiamo il concetto di crisi alle risorse energetiche, anche qui ci troviamo di fronte ad un conflitto tra le esigenze di avanzamento di tecnologie, stili di vita ai quali ci siamo abituati ecc. e risorse di un pianeta, o anche volontà di sfruttamento di queste risorse da un numero sempre maggiore di popoli. Si potrebbe andare avanti e applicare lo stesso gioco a tutte le crisi di cui abbiamo parlato. Sarebbe però un gioco alquanto sterile, in quanto parlare di massimi sistemi è un buon modo di chiamarsi fuori potendo dire “certo non sono in grado di risolvere problemi così grandi”. Diverso è il discorso se procediamo con la sostituzione in questioni più calate nel nostro quotidiano, dentro quei conflitti che ci riguardano da vicino in quanto membri di una coppia, genitori o figli.
In quanto contendenti in un conflitto siamo direttamente chiamati ad utilizzare strategie volte al superamento del conflitto stesso e che, non necessariamente, deve risolversi con un vincitore e un vinto, o con la totale supremazia delle ragioni dell’uno sull’altro.
Proprio come accade per le situazioni ai livelli più alti società, in questi casi sarebbe bene trovare un “terzo”, al di fuori del nostro conflitto in grado di proporre soluzioni “negoziali”, che tengano conto delle esigenze di tutti gli attori, che siano il frutto del miglior compromesso possibile.